Ucraina, abbattuto un aereo nella parte orientale
— Simone Pieranni, 14.6.2014 “Il Manifesto”
Guerra civile. I ribelli colpiscono un aereo dell'esercito di Kiev: 49 morti
Ucraina orientale, l'aereo abbattuto dai ribelli
© Reuters
I ribelli dell’Ucraina orientale hanno abbattuto un aereo Il-76 dell’esercito di Kiev che trasportava persone, armi e viveri. 49 le vittime, 40 soldati, 9 membri dell’equipaggio. Il neo presidente, l’oligarca Poroshenko, ha dichiarato che «verranno puniti i terroristi colpevoli» e ha sancito per oggi una giornata di lutto nazionale, non prima di aver denunciato il tentativo di un attentato contro la sua auto, all’interno del percorso che compierebbe ogni giorno. Poco dopo il diffondersi della notizia sull’abbattimento dell’aereo, i separatisti filo russi hanno annunciato di aver colpito anche il volo di un caccia militare di Kiev. Inoltre, per chiudere il bollettino di guerra di ieri, tre guardie di frontiera ucraine sono morte e altre quattro sono rimaste ferite ieri in un attacco dei miliziani separatisti a Mariupol, importante città portuale sul Mar Nero che due giorni fa le autorità di Kiev avevano annunciato di aver «riconquistato».
Lo ha fatto sapere un portavoce delle guardie ucraine, Oleg Slobod, citato dall’agenzia Interfax. Questi eventi, decisamente più tragico il primo, anche perché nel caso del caccia, il pilota sebbene nelle mani dei separatisti, è vivo, dimostrano alcune cose a questo punto del conflitto civile in corso in Ucraina. In primo luogo mettono in evidenza il fatto che le parole di Poroshenko, secondo il quale la guerra sarebbe terminata entro il fine settimana, sono una speranza vana e portata avanti a suon di bombardamenti e raid aerei. Parole che forse non tenevano conto anche della possibilità che il «nemico» potesse abbattere le proprie forze aeree. In secondo luogo dimostrano che i ribelli delle regioni orientali sono ben equipaggiati, dando così linfa alle accuse di Kiev, che da giorni sostiene che Mosca avrebbe armato i «terroristi».
La situazione è drammatica ad est e complicata in tutto il paese. A questo si aggiunge il fatto che entrambe le parti tendono a nascondere molto bene i propri lati oscuri. Kiev ha fatto calare un velo, vergognoso, sulla strage di Odessa e sulla morte del giornalista italiano Andrea Rocchelli; le regioni ribelli hanno annunciato di avere acquistato parecchie armi, senza specificarne la provenienza (che del resto non pare così difficile da immaginare).
L’Ucraina è uno dei paesi, va ricordato, che produce più armi al mondo e fin dall’inizio degli scontri a Majdan, era parsa chiara la facilità con cui in Ucraina ci si può procurare armi, di ogni tipo. Se a questo si aggiunge che le frontiere ucraine con la Russia sono piuttosto ballerine nel cambiare padrone (tra soldati di Kiev e filorussi), non è difficile intuire la pericolosità di questa guerra in corso. Nei giorni scorsi sia Kiev, sia il dipartimento di Stato Usa, avevano diffuso la notizia secondo la quale Mosca aveva ampiamente armato i filorussi, citando tre tank che sarebbero arrivati nelle regioni orientali ucraine, direttamente da Mosca. Il Cremlino ha naturalmente smentito. Infine, il gas: ieri sera un nuovo incontro, che dovrebbe determinare il futuro dell’accordo, che in ogni caso dovrebbe essere sancito lunedì.